Agentic Governance: chi controlla gli agenti AI?

Governare l'autonomia degli agenti AI mantenendo controllo, responsabilità e trasparenza

Executive Summary

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase. Dopo anni in cui l’attenzione si è concentrata sulla capacità dell’AI di generare contenuti, analizzare dati e supportare decisioni, stanno emergendo sistemi in grado di partecipare direttamente all’esecuzione dei processi aziendali. Gli AI Agents rappresentano questa transizione. Possono accedere a informazioni, utilizzare strumenti, interagire con applicazioni e supportare attività operative. Questo sposta il tema della governance oltre modelli, dati e compliance, introducendo nuove domande su autonomia, controllo, conoscenza e responsabilità. La sfida non consiste soltanto nell’adottare gli agenti, ma nel creare le condizioni per governarne il comportamento nel tempo, garantendo trasparenza, auditabilità e fiducia.

Dalla produttività alla delega operativa

Per oltre un decennio l’intelligenza artificiale è stata utilizzata principalmente per migliorare l’analisi dei dati, generare insight e supportare il processo decisionale. Anche con la diffusione della Generative AI, il ruolo dei sistemi intelligenti è rimasto prevalentemente consultivo. Gli AI Agents introducono un cambiamento più profondo. Non si limitano a generare risposte, ma possono contribuire all’esecuzione di processi, utilizzare strumenti, coordinare attività e attivare workflow in funzione di un obiettivo. La vera trasformazione riguarda il passaggio dal supporto all’azione e dalla produttività individuale alla delega operativa.

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Perchè l'AI Governance non è più sufficience

Le pratiche di AI Governance sviluppate negli ultimi anni hanno aiutato le organizzazioni a gestire qualità dei dati, sicurezza, bias, trasparenza e conformità normativa.Gli AI Agents introducono però una nuova dimensione. Governare modelli e output non è più sufficiente: diventa necessario governare il comportamento dei sistemi.

Quando la conoscenza diventa infrastruttura operativa

Gli AI Agents utilizzano la conoscenza aziendale per comprendere il contesto, supportare decisioni e contribuire all’esecuzione delle attività. In questo paradigma, documenti, procedure, policy e basi informative diventano parte integrante dell’infrastruttura operativa.

Knowledge creation

Gran parte della conoscenza aziendale è distribuita tra documenti, email, ticket, repository tecnici e sistemi legacy. Per consentire agli agenti di operare in modo efficace è necessario trasformare queste informazioni in un patrimonio strutturato, accessibile e contestualizzato.

Knowledge curation

La disponibilità delle informazioni non garantisce la loro affidabilità. Procedure obsolete, documentazione incoerente e contenuti duplicati possono compromettere la qualità delle decisioni. La governance deve assicurare aggiornamento continuo e validazione delle fonti.

Decision lineage

Quando un agente contribuisce a una decisione, diventa fondamentale comprenderne il percorso. La decision lineage consente di ricostruire fonti, regole e sistemi coinvolti nel processo decisionale.

Collective intelligence

Gli AI Agents operano sempre più spesso all’interno di ecosistemi composti da persone, applicazioni e piattaforme informative. Governare tali interazioni è essenziale per mantenere coerenza e controllo.

Autonomia senza controllo: il nuovo rischio dell'era agentica

Il valore degli AI Agents deriva dalla loro capacità di operare con livelli crescenti di autonomia. All’aumentare dell’autonomia aumentano però anche le esigenze di controllo, monitoraggio e responsabilità.

Shadow AI

Come già avvenuto con cloud e Generative AI, gli agenti possono diffondersi rapidamente all’interno delle organizzazioni attraverso iniziative locali e sperimentazioni autonome. Senza adeguata visibilità, questi ecosistemi possono diventare difficili da governare.

Accessi e autonomia

Un agente è definito non solo da ciò che sa fare, ma da ciò a cui può accedere. Governance significa stabilire con chiarezza quali dati, sistemi e strumenti possono essere utilizzati e a quali condizioni.

Auditabilità e fiducia

La capacità di ricostruire decisioni, fonti e azioni diventa fondamentale per garantire trasparenza, accountability e fiducia nei confronti dei sistemi agentici.

Le nuove domande dell'era agentica

Gli AI Agents introducono nuove opportunità di automazione, coordinamento e supporto operativo. Allo stesso tempo, pongono una serie di domande che le organizzazioni non possono più rimandare. Prima ancora della tecnologia, è necessario comprendere come autonomia, accessi e responsabilità stiano ridefinendo il rapporto tra persone, processi e sistemi intelligenti.
  1. Quali agenti stanno già operando nell'organizzazione?

    Gli AI Agents introducono nuove opportunità di automazione, coordinamento e supporto operativo. Allo stesso tempo, pongono una serie di domande che le organizzazioni non possono più rimandare. Prima ancora della tecnologia, è necessario comprendere come autonomia, accessi e responsabilità stiano ridefinendo il rapporto tra persone, processi e sistemi intelligenti.
     
  2. Su quali dati e sistemi possono agire?

    La governance non riguarda soltanto l’adozione degli agenti, ma il loro perimetro operativo. Mappare dati, fonti informative, permessi e integrazioni consente di comprendere quali attività possano essere eseguite in autonomia e quali richiedano livelli più elevati di controllo e supervisione.
     

  3. Chi mantiene la responsabilità delle decisioni?

    Man mano che gli agenti assumono un ruolo più attivo nei processi aziendali, diventa fondamentale chiarire ownership, supervisione e criteri di escalation. La delega operativa può essere distribuita, ma la responsabilità deve rimanere chiaramente identificabile all’interno dell’organizzazione.

Il modello DGS per l'Agentic Governance

La governance degli AI Agents richiede un approccio che integri tecnologia, processi, dati e responsabilità organizzative. L’obiettivo non è limitare l’autonomia, ma creare le condizioni per utilizzarla in modo sicuro, controllato e sostenibile.

Classificare

Gli agenti non presentano tutti lo stesso livello di rischio. È necessario classificarli in base ad autonomia, impatto sul business, criticità dei processi e tipologia di informazioni utilizzate.

Controlare

Accessi, permessi, strumenti e fonti informative devono essere governati in funzione del ruolo e del contesto operativo dell’agente.

Monitorare e responsabilizzare

Monitoraggio continuo, supervisione e ownership chiare consentono di mantenere visibilità sugli ecosistemi agentici nel tempo. Ogni agente deve essere associato a responsabilità definite, regole di escalation e meccanismi di controllo che garantiscano la presenza di un presidio umano quando necessario

Cosa fare nel concreto

Comprendere

Il contesto operativo

Simulare
Scenari e comportamenti
Proteggere
Dati, modelli e infrastrutture
Agire
Attraverso sistemi osservabili e governati

Cosa significa nel concreto

  1. Mappare gli agenti e il loro livello di autonomia
    Il primo passo consiste nell'identificare gli agenti già presenti o in fase di adozione all'interno dell'organizzazione, distinguendo tra assistenti di produttività, agenti integrati nei processi e sistemi con capacità operative più avanzate. Comprendere quali dati utilizzano, quali applicazioni possono interrogare e quali attività possono eseguire è essenziale per costruire una visione completa del panorama agentico aziendale.
     
  2. Definire regole, accessi e responsabilità

    Una volta identificati gli agenti, è necessario stabilire quali fonti informative possono utilizzare, quali sistemi possono raggiungere e quali azioni possono eseguire in autonomia. Allo stesso tempo vanno chiariti ownership, ruoli di supervisione e criteri di escalation verso l'intervento umano. La governance deve essere progettata prima della scalabilità, non dopo.
     
  3. Monitorare comportamento e qualità della conoscenza

    La governance non termina con il rilascio dell'agente. È necessario monitorare nel tempo utilizzo delle fonti, qualità delle decisioni, accessi, anomalie e possibili fenomeni di knowledge drift. Tracciabilità, auditabilità e aggiornamento continuo della conoscenza rappresentano elementi fondamentali per mantenere affidabilità e controllo man mano che gli ecosistemi agentici crescono di complessità.
     

Perchè conta per le imprese

Gli AI Agents rappresentano un'evoluzione significativa nel percorso di adozione dell'intelligenza artificiale nelle organizzazioni. Non si limitano a supportare attività individuali o generare contenuti, ma iniziano a contribuire direttamente all'esecuzione di processi, workflow e decisioni operative.
Per le imprese questo significa confrontarsi con nuove opportunità di efficienza, scalabilità e automazione, ma anche con nuove responsabilità. Accessi, autonomia, conoscenza e accountability diventano elementi centrali della strategia AI, richiedendo modelli di governance capaci di accompagnare l'adozione tecnologica lungo tutto il suo ciclo di vita.
La sfida non consiste soltanto nell'introdurre agenti intelligenti nei processi aziendali, ma nel creare le condizioni per utilizzarli in modo affidabile, trasparente e controllato. Le organizzazioni che sapranno governare questa transizione saranno nelle condizioni migliori per trasformare l'autonomia dell'AI in un vantaggio competitivo sostenibile.

L'adozione di un'architettura multisito centralizzata permette di gestire diversi touchpoint digitali da un unico backend. Questa flessibilità consente al marketing di lanciare rapidamente nuove offerte commerciali e mini-siti dedicati, mantenendo una forte coerenza visiva e di brand, e semplificando la governance complessiva dei contenuti.

La voce del nostro esperto

H3

Il contributo dell'autore dell'Insight Brief

Milo Faccenda

Business Development Manager AI & Data Sense DGS
“La vera sfida dell’era agentica non è adottare gli AI Agents, ma definire quanto siamo disposti a delegare all’intelligenza artificiale e come mantenere controllo, trasparenza e responsabilità lungo l’intero processo decisionale.”

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Frequently Asked Questions

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Che cos'è la Physical AI?

La Physical AI è l'evoluzione dell'intelligenza artificiale verso il mondo fisico. Non si limita ad analizzare dati o generare contenuti, ma è progettata per percepire ambienti reali, interpretare segnali provenienti da sensori, supportare decisioni operative e interagire con processi, macchine e sistemi fisici. Nel concreto questo si traduce in:
  • Percezione
  • Simulazione
  • Azione
In cosa si differenzia la Physical AI dalla Generative AI?

La Generative AI produce testi, immagini o contenuti digitali. La Physical AI opera invece in contesti reali, dove deve comprendere condizioni fisiche, prevedere conseguenze e agire in modo affidabile all'interno di processi industriali, logistici o operativi.
In cosa si differenzia la Physical AI dalla Generative AI?

La Generative AI produce testi, immagini o contenuti digitali. La Physical AI opera invece in contesti reali, dove deve comprendere condizioni fisiche, prevedere conseguenze e agire in modo affidabile all'interno di processi industriali, logistici o operativi.
Perché la Physical AI è importante per le imprese?

Perché consente di portare l'intelligenza artificiale all'interno delle operations. Può migliorare efficienza, adattabilità, sicurezza e capacità decisionale in ambienti complessi, trasformando dati, sensori e sistemi connessi in azioni concrete e governate
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