Executive Summary
Perchè parlare ora di Sovranità Digitale
La sovranità digitale è uscita dal perimetro del dibattito geopolitico per entrare nelle decisioni industriali di imprese e istituzioni. La crescente concentrazione dei servizi cloud, l’accelerazione dell’intelligenza artificiale, il ruolo dei dati e l’evoluzione della regolazione europea stanno ridefinendo il rapporto tra innovazione e controllo.
La questione centrale non riguarda il possesso della tecnologia, ma la capacità di governare ciò che è strategico: dati, infrastrutture, competenze, modelli, processi e capacità decisionali. In questo scenario la sovranità diventa una leva di resilienza, competitività e continuità operativa.
La nuova questione della scelta
La progressiva digitalizzazione dell’economia ha trasformato il ruolo della tecnologia. Piattaforme, applicazioni e infrastrutture non supportano semplicemente il business: in molti casi coincidono con il business stesso.
Una vulnerabilità della supply chain, un vincolo imposto da una giurisdizione esterna o la perdita di controllo su dati e piattaforme possono generare impatti che vanno ben oltre il perimetro IT, coinvolgendo operatività, reputazione, conformità e capacità di innovazione.
Per questo motivo la sovranità digitale deve essere letta come una componente della resilienza complessiva dell’organizzazione.
Oltre la localizzazione del dato
Localizzare un dato all’interno dell’Unione Europea non significa automaticamente esercitare un controllo effettivo su di esso. Un’organizzazione può conservare dati in Europa continuando a dipendere da piattaforme, processi operativi o giurisdizioni che limitano la propria autonomia decisionale.
La sovranità va quindi analizzata come una proprietà complessiva dell’ecosistema digitale.
Le 6 dimensioni della sovranità digitale
- Giuridica: quale ordinamento governa dati, servizi e infrastrutture.
- Tecnologica: sostituibilità e portabilità delle piattaforme.
- Dati: controllo su accessi, chiavi, lineage e utilizzo.
- Industriale: competenze, proprietà intellettuale e innovazione.
- Operativa: gestione, monitoraggio e continuità operativa.
- Cognitiva: governo di modelli, algoritmi, agenti e processi decisionali.
Dalla frammentazione all'integrazione
Sovranità pragmatica: il livello giusto per ogni contesto
La domanda corretta non è se un’organizzazione sia sovrana in senso assoluto. La domanda è quali funzioni debbano rimanere governabili, quale livello di autonomia richiedano e quali dipendenze possano essere accettate.
Questo approccio evita due estremi:
- la dipendenza inconsapevole;
- l’autosufficienza indiscriminata.
La sovranità diventa così una strategia di governo delle dipendenze e non un tentativo di isolamento tecnologico.
L’evoluzione normativa europea introduce un approccio progressivo alla sovranità digitale. Il CADA, Cloud and AI Development Act, propone quattro livelli di garanzia da applicare in funzione del rischio, della criticità e della sensibilità dei workload.
Livello 1: localizzazione europea dei dati
Adatto a processi ordinari e workload a bassa criticità.
Livello 2: indipendenza operativa e trasparenza della supply chain
Per servizi che richiedono continuità operativa e riduzione delle dipendenze.
Livello 3: proprietà e controllo europei
Per organizzazioni regolamentate e servizi critici.
Livello 4: piena sovranità della supply chain
Riservato ai contesti di massima criticità, difesa e sicurezza nazionale.
I fattori da valutare
- sensibilità dei dati;
- continuità operativa;
- dipendenza tecnologica;
- rilevanza per infrastrutture critiche.
Governare la Sovranità Digitale
La classificazione stabilisce il livello di garanzia necessario. La governance trasforma quella scelta in un programma concreto.
La tecnologia rappresenta soltanto una parte della risposta. Per mantenere il controllo nel tempo servono processi, responsabilità, metriche e capacità di evoluzione.
DGS Sovereign Enabler
DGS accompagna organizzazioni pubbliche e private nella costruzione di modelli di sovranità coerenti con il proprio livello di rischio, con gli obiettivi di business e con il contesto normativo di riferimento.
Il valore non risiede nella proposta di una singola piattaforma sovrana, ma nella capacità di combinare tecnologie, competenze, governance e sicurezza in un modello integrato e sostenibile.
Il contesto operativo
Le 4 aree di competenza che rendono concreta la sovranità
- Advisory: perimetro e governanceTradurre requisiti normativi, obiettivi di business e livelli di rischio in modelli operativi, governance e roadmap di trasformazione.
AI & Data | Physical AI: l'intelligenza sovrana
Governare dati, modelli e agenti lungo l’intero ciclo di vita, garantendo controllo, tracciabilità e accountability.
Open Source: lo stack sovrano
Costruire architetture aperte, interoperabili e portabili attraverso un ecosistema di competenze e capacità industriali. DGS è co-founder di RIOS (Rete Italiana Open Source), che è membro di APELL (The European Open Source Software Business Association)
Cybersecurity: la protezione del perimetro
Rendere il controllo continuo, verificabile e resiliente attraverso sicurezza, monitoraggio e gestione del rischio.
Cosa significa nel concreto
AI, Physical AI e Open Source: le nuove frontiere della sovranità
La questione della sovranità si estende oggi oltre il cloud e il dato.
L’intelligenza artificiale introduce nuove dipendenze legate a modelli, agenti e capacità computazionale. La Physical AI estende il controllo al comportamento di sistemi fisici, infrastrutture e processi industriali. L’Open Source rappresenta invece una leva fondamentale per aumentare trasparenza, interoperabilità e libertà di evoluzione.
La sfida consiste nell’integrare questi ambiti mantenendo controllo, sicurezza e capacità di intervento.
Roadmap verso la sovranità digitale
L'adozione di un'architettura multisito centralizzata permette di gestire diversi touchpoint digitali da un unico backend. Questa flessibilità consente al marketing di lanciare rapidamente nuove offerte commerciali e mini-siti dedicati, mantenendo una forte coerenza visiva e di brand, e semplificando la governance complessiva dei contenuti.
- Valutare esposizione e dipendenze
Mappare asset, dati, piattaforme e fornitori, identificare workload strategici e comprendere le principali aree di dipendenza.
Disegnare governance e controlli
Definire ruoli e responsabilità, stabilire criteri decisionali e collegare rischio e obiettivi di business.
Proteggere dati, identità e ambienti
Applicare controlli di sicurezza, governare workload cloud, AI e infrastrutture e rafforzare resilienza e continuità operativa.
Monitorare e agire
Introdurre monitoraggio continuo, gestire incidenti ed eventi critici e conservare evidenze e auditabilità.
Mantenere resilienza e conformità
Aggiornare il modello nel tempo, verificare portabilità e sostituibilità e adeguarsi all’evoluzione normativa e tecnologica.
Voci degli esperti
H3
Il contributo dagli autori dell'Executive Perspective:
Antonio Autorino, Head of AI & Data Sense, DGS
Michele Balbi, Advisor Digital Innovation Strategy
Giuseppe Blasi, Partner - Management Consulting, DGS
Pierluigi Brienza, Chief Strategy Officer, DGS
Gianluca Cimino, Chief Strategy & Delivery Officer Cybersecurity, DGS
Irene Cosimo, Content Marketing Leader, DGS
Francesco Di Bianco, Physical AI Offering Leader, DGS
Milena Fabbrizzi, AI & Data Sense Business Developer, DGS
Alessandro Favretto, AI - Service Line Manager, DGS
Eraldo Federici, Chief Operating Officer Digital Solutions, DGS
Roberta Giani, Chief Marketing & Communication Officer, DGS
Fabio Storri, Head of Management Consulting, DGS
Marco Tessarin, Head of Open Source Excellence Center, DGS

